Malattie dei pesci

Pierlugi Monticini è un acquariofilo di lungo corso, un professionista del settore con competenze scientifiche multidisciplinari, collabora anche con Sera Italia da alcuni mesi, per quanto concerne la formazione in Ittiopatologia.

Ciao Pierluigi e grazie per avere accettato il nostro invito.

1)Anche a te la domanda di rito: quando e come sei entrato nel fantastico mondo degli acquari?

Buongiorno, allora ho iniziato con l'acquariofilia a 12 anni nel 1982, quando la mia mamma mi acquistò un acquario Kiss 707 dell Euracquarium di Bologna come regalo di Natale. Mi ricordo che misi dei Guppy, una coppia di Apistogramma ramirezi (allora si chiamava cosi) un paio di Corydoras paleatus. Mi feci anche regalare il libro di Richter edito da Primaris Riproduzione senza problemi (ancora in mio possesso). Al tempo in Italia importavano pesci ornamentali vivi soltanto pochissime aziende.

La mangimistica era principalmente prodotta da grosse aziende specializzate tedesche – ancora molto conosciute.

Poi fino al 2010 ho allevato e riprodotto discus (tutte le varietà dell epoca) – poi il Symphysodon discus discus, Heckel 1840, poi il percorso accademico, la collaborazione con Hydra e la rivista Aquarium; poi la professione – adesso siamo sempre in movimento, la passione mi guida – 4/5 acquari nel mio ufficio, MI DIVERTO ancora dopo tanti anni……

2) Come riconoscere un pesce in salute? Quali sono i campanelli d’allarme?

Bella domanda, la parola magica è OSSERVAZIONE e conoscenza del comportamento del pesce ornamentale. Spesso vengono acquistati pesci senza una dovuta conoscenza del comportamento in condizioni normali a livello di specie – poi valutare l'aspetto esteriore, controllare la cute anche con diverse angolazioni della luce. Condurre un'attenta analisi di pinne e branchie – controllo di eventuali macchie, puntini o parassiti visibili ad occhio nudo – presenza e consistenza delle feci, controllo della respirazione. Nel caso in cui il pesce venga acquistato per corrispondenza, sempre affidarsi a venditori seri, riconosciuti e registrati, autorizzati a spedire animali vivi secondo le normative vigenti.

Una volta esistevano dei testi sulle malattie dei pesci, specifici, con delle Check list che riportavano una road-map per una corretta diagnosi – sono molto datati ma ancora funzionali a mio avviso (D. Untergasser) – potrei anche citare altri testi ma forse non proprio alla portata dell appassionato medio. Un consiglio, meglio avere la curiosità di approfondire tramite un libro anche da principiante, che andare online a cercare il primo dispensatore di consigli dalle dubbie qualità – non che non esistano acquaristi preparati in rete, il problema è capire quali sono, è il veicolo dell'informazione che ne fa la discriminante.

3) La gestione della vasca quanto influisce sul contenimento delle malattie?

La gestione della vasca è fondamentale rispetto alla corretta gestione del pesce ornamentale allevato in ambiente controllato. Spesso uno dei fattori predisponenti all insorgenza di patologie ittiche è la non corretta gestione della vasca, un non corretto acclimatamento, valori chimica dell acqua e temperatura non idonei. Vorrei brevemente ricordare che certe patologie in particolare quelle di tipo parassitario si manifestano soltanto quando esiste una chiara correlazione tra tre fattori: AMBIENTE, PARASSITA, OSPITE.

La presenza del parassita sul pesce NON significa che il pesce è malato, è nella natura stessa del pesce – basta andare in qualsiasi testo di Parassitologia per capire il concetto. Spesso si cerca di eliminare a tutti i costi il parassita, a scapito della stabilita della vasca senza curarsi dei danni sia all equilibrio biologico dell'acquario che ad eventuali problemi fisiologici che l'utilizzo di prodotti chimici può causare.

Lo stesso discorso vale per i batteri presenti in acqua che spesso fanno parte della normale flora batterica di un ambiente biologico quale è l'acquario, e soltanto sotto certe condizioni possono diventare patogeni.

Quindi EQUILIBRIO, STABILITA E CORRETTA GESTIONE – questo è il miglior contenimento di patologie ittiche, sia batteriche che di tipo parassitario.

4) Si parla spesso di trattamenti con l’uso di principi attivi in acquario. Sono sempre utili?

A questa domanda avrei preferito non rispondere – sono partito da appassionato e ero diventato un super esperto per trovare quel principio attivo o quel altro in grado di debellare qualsiasi PRESUNTA malattia dei pesci – quando invece una corretta ed oculata gestione della vasca è il fattore di maggior successo nell'allevamento dei pesci ornamentali.

Credo che negli anni, uno sconsiderato utilizzo di prodotti chimici ha contribuito a notevoli fenomeni di resistenza, a quelle che fino a qualche anno fa, erano normali patologie ittiche di interesse ornamentale.

Altro fattore fondamentale è quello di una corretta diagnosi, spesso ci si affida a consigli di esperti o altri appassionati che non hanno sotto controllo la vasca – spesso ci cerca di tirare a caso – spesso si fa piu danno della presunta malattia stessa. La presenza di un parassita o di un altro, NON identifica in modo univoco il manifestarsi di sintomi. Spesso si tratta soltanto di problemi di errata gestione, come quando il pesce manifesta lo stato di stress e sofferenza attraverso un cambio di livrea.

Ad oggi mi risulta che in Italia siano autorizzati soltanto pochi prodotti, i quali sono fabbricati da aziende specializzate che hanno, negli anni testato le interazioni del principio attivo, sia contro il presunto patogeno sia con l'ambiente. Prodotti, ricordiamoci, che devono poter essere usati da ogni tipo di appassionato dal neofita al piu esperto.

Ultima cosa, ma non ultima, vorrei capire quanti degli appassionati piu in voga al momento possiedono LIBRI che trattino in modo approfondito le patologie ittiche di interesse ornamentale – credo pochi, spesso gli unici testi sono in lingua inglese o tedesca- Spesso esistono testi generici che dedicano soltanto poche righe o paragrafi alle patologie ittiche dei pesci ornamentali. Non è infatti sempre agevole cercare l'informazione piu indicata e funzionale. Per anni ho acquistato tutto quello che il mercato editoriale presentava, specialmente testi universitari in Inglese. Purtroppo, oggi si riscontra molta ridondanza delle informazioni, comunque il possesso di una bibliografia è importante quanto l'acquisto di una vasca o di un super accessorio. Comunque internet è piu immediato e piu glamour che mettersi a leggere un libro…ecco perché non volevo rispondere.

5) Secondo te, anche per i pesci una corretta alimentazione determina lo stato di salute?

L'alimentazione è un altro dei pilastri di una corretta gestione. Oggi il panorama della mangimista è quanto mai variegato e complesso.

Vorrei fare brevemente una premessa, senza voler comunque dare un giudizio di merito su nessuna azienda in particolare.

Esistono aziende che producono mangimista per pesci da adibire ad alimentazione umana che hanno un branch che si occupa di mangimistica per pesci ornamentali (una parte limitata) . Questi produttori a livello Globale sono pochissimi,aziende di Aquaristica comprano il mangime e lo marcano con il proprio brand. Spesso si trovano mangimi utilizzati per specie ittiche da carne adattati a specie ornamentali con presupposti completamenti differenti per quello cui sono stati concepiti.

Fino a questo punto si tratta di un problema di Marketing - poi anche qui ci sono mangimi migliori e peggiori – sempre pero basati su criteri soggettivi da parte dei vari appassionati MAI oggettivi perché´ dietro NON si sono investite risorse per fare ricerca.

Esistono poi , aziende come Sera, nate per produrre mangimi per pesci ornamentali circa 50 anni fa – Ne conosco un paio. I loro prodotti sono stati creati per il fine cui vengono venduti.

Poi ogni appassionato può fare le proprie considerazioni e valutazioni.

Credo fermamente che per un pesce ornamentale l'alimentazione non debba essere soltanto crescita nel piu breve tempo possibile, ma anche un corretto stato di salute, e una crescita armoniosa con bei colori possibilmente che dia la possibilità di riprodursi.

Personalmente cerco di variare il piu possibile, utilizzando mangimi estrusi e qualche liofilizzato come l'artemia salina.

6) tu sei stato un allevatore di discus, come vedi l’uso costante dei pastoni nel loro allevamento?

Mi allaccio a quanto sopra, qui negli anni si sono accese grosse discussioni tra gli appassionati. In principio anche io lo utilizzavo, adesso credo sia i superato.

I vari pastoni (ognuno ha la sua ricetta segreta) non hanno un'etichetta la quale attesti una CHIARA composizione in sostanze nutritive, credo che potrei fermarmi qui.

La percentuale di acqua del pastone rispetto alla sostanza secca è molte volte più alta rispetto ai vari estrusi, quindi per apportare le stesse percentuali di sostanze nutritive dovrei somministrare molto piu prodotto, con il conseguente aumento dell' accumulo di sostanze inquinanti in acqua.

Poi i problemi che può creare un pastone a livello intestinale in un discus, sono ormai ampiamente documentati dalla bibliografia scientifica.

Infine, basta leggere qualche report sull’alimentazione del discus in natura anche durante le varie stagioni, per capire se è giusto o meno utilizzare il pastone.

In commercio esistono ormai mangimi in grado di poter sostituire appieno il pastone.

7) In Italia l’uso di lampade uv-c in acquario è ancora visto con sospetto, cosa ne pensi del loro utilizzo?

Credo che per avere qualche risultato si debba prevedere una corretta istallazione ed un'adeguata potenza del sistema o acquistare prodotti ad hoc.

Sicuramente in acquario NON sterilizza l’acqua, e non rende immuno-depressi i pesci.

Aiuta invece a tenere bassa la carica batterica.

Carica batteria che è un parametro che ci aiuta a capire il carico organico del nostro sistema, si misura in UFC/ml.

Esiste un rapporto di interdipendenza tra gli ospiti della vasca ed i batteri;

La determinazione del numero dei germi rappresenta un metodo biologico per valutare la qualità dell acqua della vasca e quantificare l’inquinamento;

Aumentando il valore pH aumenta il carico batterico, le mucose dei pesci sono soggette alla comparsa di infezioni o patologie secondarie anche di natura parassitaria.

Tanto per far capire, nel Rio Negro con pH intorno a 4 si hanno 10 alla 2 UFC/ml quindi una carica batterica molto bassa – in una vasca di controllo qualche anno fa misurai 10 alla 4 UFC/ml – mentre in una vasca di un negoziante mediamente tenuta in ordine, rilevai 10 alla 6 UFC/ml. Queste sono prove effettuate da me personalmente.

In questo caso i raggi UV e ozono contribuiscono ad inibire e limitare la carica batterica.

L’ultima osservazione anche in questo caso NON si parla solo di batteri patogeni – ma di ceppi batterici in genere.

8) Quali sono i fattori di stress per i pesci e quanto possono influire sulla loro salute?

I fattori di stress sono molteplici

Prima dovremo definire lo stress – che in pratica è una risposta fisiologica dovuta ad uno stimolo esterno.

A partire dalla catena del valore del pesce ornamentale: la non standardizzazione di procedure di handling prima della spedizione, diffusione di patogeni, acquari mal gestiti o sovrappopolati, valori chimici non adeguati errata alimentazione, associazione di specie non compatibili ecc.

La prima risposta del pesce è quella dello stress dopo di che il pesce si ammala e muore.

Anche qui vale quanto detto in precedenza, una corretta gestione previene in modo chiaro l'insorgenza di fattori stressogeni – il resto dovrebbe venire di conseguenza- qui c è il riassunto di tutte le domande precedenti.

Un esempio, molte delle perdite che avvengono nelle serre che importano pesci ornamentali, avvengono a seguito di stimoli stressogeni e non di patologie presenti. Queste magari si presentano in un secondo momento.

Un buon libro, anche in questo caso, aiuta a non buttare via risorse.

9) Una domanda apparentemente banale ma la cui risposta non è scontata, uno dei prodotti più “antichi” in acquario è il bio-condizioantore, qual è la tua opinione sul suo utilizzo?

Allora, bella domanda!! è stato creato tanti anni fa, da aziende di settore specializzate, ed esiste ancora oggi, un motivo ci deve essere: PERCHÈ FUNZIONA!!.

Oggi, chi utilizza acqua di rete non ha la garanzia che questa sia chimicamente sempre stabile e che questa non contenga sostanze tossiche per il pesce, sempre comunque restando una buona acqua potabile. L'acqua di rete può contenere tracce di metalli pesanti, sostanze usate per sanificare le condutture, cloro ecc. Il biocondizionatore serve a questo, a preservare le mucose da queste agenti chimici esterni in grado di pregiudicare la salute dei pesci. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, va sempre bene fino a quando non va male, basta una volta per rovinare tutti gli sforzi fatti dall'appassionato. Esistono molti prodotti sul mercato, molti dei quali anche efficaci, credo che basti affidarsi ad aziende conosciute e a prodotti ormai testati da anni sul mercato.

Proteggere i pesci in acquario - Sera aquatan

https://www.sera.de/it/prodotto/acquario-dacqua-dolce/sera-aquatan/

Per abbassare la carica batterica -Sera sistema UV-C

https://www.sera.de/it/prodotto/acquario-dacqua-dolce/sera-sistema-uv-c-5-w/

https://www.sera.de/it/prodotto/acquario-dacqua-dolce/sera-sistema-uv-c-24-w/

https://www.sera.de/it/prodotto/acquario-dacqua-dolce/sera-algovec-uv/


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