I Ciprinidi

Tra le famiglie di pesci più comuni presenti nei piccoli e grandi acquari degli acquariofili, quella dei Ciprinidi è vasta e diversificata. In natura ne esistono circa 3000 specie, di svariate grandezze, da pochi centimetri a oltre il metro, provenienti da i più disparati biotopi. I pesci Ciprinidi sono ben distribuiti e presenti in Asia, in Europa e nel nord America.

Il Carassius auratus (pesce rosso) rappresenta per i più piccoli il pesciolino di affezione più comune ma che negli anni, a seguito di incroci e di prestigiose selezioni, ha finito per appassionare gli acquariofili più esigenti. Nei secoli questi magnifici pesci hanno indotto l’uomo ad utilizzarli nei modi più disparati: dall’allevamento per scopi ornamentali a quelli per uso alimentare, fino alla protezione delle risaie.

Oggi ci occuperemo dell’acquario di comunità composto dai piccoli Ciprinidi; Barbus, Danio, Epalzeorhynchos, Puntius, Rasbora, Gyrinocheilus, Boraras, Thanichtys, Trigonostigma, sono tra i generi più rappresentativi e con una ampia scelta di specie talvolta anche molto colorate.

Molte di queste specie vivono in piccoli branchi caratterizzate da un comportamento socievole, altre invece sono del tutto solitarie e intolleranti.

I Ciprinidi sono pesci robusti, per la maggior parte onnivori e si adattano piuttosto bene alla vita d’acquario. In un acquario di comunità possono essere associati ad alcuni caracidi e a molte specie bentoniche come i corydoras e piccoli loricaridi.

Attenzione però, qualora nel vostro progetto di acquario di comunità fosse inserito il genere Epalzeorhynchos: alcune specie di questo bellissimo pesce sono intolleranti e territoriali.

Restando sulle dimensioni per specie da 2/4 cm, l’acquario dovrà essere non meno di 50/80 litri, ben piantumato, con illuminazione moderata e piccole zone d’ombra.

I valori dell’acqua sono assai vari a seconda della specie: addirittura con differenze di Ph da 4 a 8 e con un Kh da 3 a 9, quindi dovremo sempre partire dalla scelta di una specie per poi correlarne delle altre.

Anche per le temperature il gap può essere vario: da 19 a 26 gradi. Riguardo proprio le temperature occorre prestare particolare attenzione; alcune specie di Ciprinidi molto apprezzate come la Cyprinella lutrensis , abbisognano di acquari sub-tropicali ovvero di vasche non riscaldate, molto più grandi ( in acquariofilia non è raro allevare specie che raggiungono gli 8/9 cm).

Il progetto cambia completamente se invece decidessimo di dedicarci a pesci come il Boraras maculatus che oltre a prepararci nel mantenere valori di Ph molto bassi, dovremo ricreare un habitat ben definito, ricco di legni, foglie sul fondo e piante galleggianti.

La Trigonostigma heteromorpha rappresenta senza dubbio il Ciprinide per l’acquario di comunità per eccellenza: preparandoci ad un valore di Ph tendenzialmente acido, inserito in piccoli gruppi, grazie alla sua rusticità e alla sua socialità potremo vederlo vivere e crescere per anni.

Continuano ad affascinare gli acquari con il Danio margaritatus: a questi Ciprinidi molto piccoli e timidi con punteggiature tipiche, potremo dedicare vasche molto piantumate con illuminazione moderata con valori di Ph tra 6.5 e 7,5. Inserendone un gruppetto con rapporto tra maschi e femmine di 1 a 3, potremo godere della loro delicatezza unendoli a delle coloratissime Caridine. Buon divertimento.


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